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Archivio Giugno 2003

L’ombra del tutor nella scuola elementare

12 Giugno 2003 Commenti chiusi


Riporto, parzialmente, un articolo letto sul sito www.edscuola.com. L’autrice è una collega che ha saputo ben riassumere le perplessità diffuse tra gli insegnanti in merito all’introduzione della figura del tutor nella scuola elementare.

Lombra del tutor incombe trasversalmente su tutti gli ordini scolastici, ma nella scuola elementare, così mi sembra di aver capito, sarà più che unombra, sarà un vero e proprio ciclone che porterà via in modo netto anni di collegialità alla pari. Con quali conseguenze?
La prima che mi viene in mente è quella che potrebbe vedere un immediato calo di senso di responsabilità nella conduzione, gestione, coinvolgimento psicologico nelle classi di chi non sarà tutor. Se ciò dovesse accadere non sarebbe per colpa delle persone, bensì dellorganizzazione che vedrà un tutor a cui tutti dovranno far riferimento per qualsiasi attività, circondato da alcuni (quanti?) satelliti impegnati in lavori “minori” (quali?).
Una domanda che affiora immediata è la seguente: “Chi “eleggerà” il tutor?”.
Supponiamo che spetti al Dirigente decidere: quale clima regnerebbe nelle classi e nei corridoi? E facile immaginarlo!
Tuttavia anche il tutor non si troverebbe certo in una bella posizione: una specie di “grande maestro” sulle cui spalle ricadrebbe tutto il peso, compreso quello della valutazione e della costruzione del portfolio di ogni bambina/o.
Mi vien da pensare che probabilmente si verrebbe a creare una categoria nella categoria con differenziazione di stipendio. Altro che funzione obiettivo di ormai già antica, poco amata, ma consolidata memoria!
Se per lorganizzazione a modulo si può intuire in qualche modo la posizione oraria e professionale del tutor, non si riesce a capire quale sarebbe nel tempo pieno: ci viene detto da più parti che il tempo pieno non verrà assolutamente eliminato. Ma allora qual e’ lo spazio del tutor in tale modello organizzativo che ha visto i docenti lavorare con una condivisione alla pari di responsabilità educative e didattiche?
Non sarà per caso che si voglia tornare alle attività integrative con una netta separazione tra linsegnante del mattino e quelle/i del pomeriggio che attiverebbero dei “laboratori” (quali?)?
Spesso ci sentiamo dire: “non vi preoccupate, la scuola siete voi, pensate ai contenuti, non allorganizzazione!”, ma molti di noi sanno molto bene quanto incida lorganizzazione sulla qualità e sul clima della scuola e siamo preoccupati per lo spostamento dattenzione che chi pronuncia tale raccomandazione pretenderebbe da chi ama la scuola e la fa credendo nel suo valore formativo. Invece lattenzione dovrebbe rimanere vigile e ricordare ogni attimo, senza lasciarsi fuorviare da bei discorsi infiocchettati di facile filosofia, che linfanzia ha bisogno di tempo per “crescere”, che lanticipo non è ininfluente sul percorso, che spazi adeguati sono necessari sia nella scuola dellinfanzia, sia in quella elementare e media, che avere insegnanti che si rispettano e condividono responsabilità alla pari è importante e proficuo, che il numero degli alunni per classe e adeguate risorse umane ed economiche per sostenere situazioni di disagio sono fondamentali, che il numero di ore per insegnare le materie non dovrebbe diminuire, che la quantità di materie stesse dovrebbe essere contenuta per dar modo alle alunne e agli alunni di rielaborare le informazioni, condividerle cooperativamente, produrre autonomamente, imparare a studiare, che anni e anni di competenze acquisite negli ambiti disciplinari per mezzo di corsi daggiornamento e di formazione non dovrebbero correre il rischio di andare dimenticati in un cassetto, che insegnare italiano, matematica, storia, geografia, studi sociali, inglese, motoria, ed. allimmagine, musicaha preteso da ogni insegnante impegnata/o nei singoli ambiti unalta specializzazione e condivisione con chi era specializzato negli altri campi
Perché correre il rischio di vedere inutilizzate delle professionalità preparate a favore di un tutor che per forza di cose non potrebbe riassumere in sé tutte le competenze degli altri docenti?!
A volte guardo la scuola elementare allo specchio, ripercorro a ritroso tutte le attività, la fatica per il cambiamento e per lo sforzo che si é fatto per eliminare ciò che non funzionava, per imparare a lavorare in team, per confrontarsi e superare le diffidenze, per selezionare dai programmi ciò che valeva da ciò che era superfluo, per diventare propositivi in materia di valutazione, per creare percorsi di continuità, per aggiornarsie vengo colto da una specie di vertiginepoi mi domando: Ma cera davvero bisogno di creare tutto questo scompiglio, la nostra scuola aveva realmente bisogno di uno sconvolgimento totale?! I bambini e le bambine davvero hanno bisogno di entrare a scuola qualche mese prima? Perché?!.

Voi cosa ne pensate del ritorno alla figura del maestro prevalente ventilata dalla riforma Moratti? Sarà così oppure ho frainteso?
Ciao e grazie per la vostra attenzione.

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11 Giugno 2003 1 commento


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